DEFLUSSO MINIMO VITALE, CRITICITA’ E PROPOSTE

Lettera aperta del Presidente Alessandro Bettoni

 

La Lombardia può vantare un grandissimo primato nell’aver realizzato lo strumento più efficace ed efficiente per gestire al meglio le emergenze idriche: la Regolazione dei grandi laghi prealpini.

Attraverso le opere di sbarramento, a bassissimo impatto, è infatti possibile compensare la scarsità di risorsa idrica, quando ne soffre la sottostante pianura, regolando questi invasi grazie alle ampie superfici dei relativi specchi d’acqua, che da sempre rendono disponibili riserve idriche di centinaia di milioni di metri cubi, consentendo di soddisfare le richieste necessarie.

L’applicazione del Deflusso Minimo Vitale (DMV), iniziata nel 2006 con il regionale ‘Piano di Tutela delle Acque’, ha visto gli enti responsabili della Regolazione, in particolare il Consorzio dell’Adda ed il Consorzio dell’Oglio, farsi promotori di un’intensa attività di Sperimentazione, costata quasi tre milioni di Euro e pagata dalle consorziate Utenze Irrigue ed Idroelettriche.

Nei sei anni di questo straordinario lavoro, seguito passo passo dalla Regione e da tutte le Pubbliche Amministrazioni territoriali competenti, era apparsa evidente la ragionevole scelta di lasciare alla Regolazione dei laghi di Como e di Iseo l’adeguato margine di manovra per soddisfare, da una parte l’esigenza dell’ambiente fluviale, dall’altra  l’esigenza di ben trecentomila ettari di agro-industria d’eccellenza, le cui necessità, oggi, rischiano di essere palesemente ignorate.

La Regione ha assunto la decisione finale, con atti di Giunta dello scorso trenta novembre, e spiace constatare come inutili siano stati i grandi sforzi condotti dal Consorzio dell’Adda e dal Consorzio dell’Oglio, nei sei anni della Sperimentazione, poiché è stato fissato, per i tratti sub-lacuali dei fiumi Adda ed Oglio, un valore di DMV costante nell’anno, confermandone anche la possibilità di una maggiorazione sino al doppio del valore fissato, così da creare i presupposti per compromettere ed, in futuro, addirittura annullare il benefico effetto della Regolazione dei grandi laghi prealpini, di cui sopra.

Nulla è valso il fatto che le Sperimentazioni hanno reso disponibile uno strumento che permette di valutare il rapporto ‘costi/benefici’ tra una tutela dell’ambiente fluviale, da una parte,  ed una non meno importante tutela delle Utenze della Regolazione dall’altra. Tali sperimentazioni  dimostrano infatti l’efficacia di una modulazione che, soprattutto negli anni siccitosi, consentirebbe di raggiungere il miglior compromesso tra le innumerevoli esigenze.

Deve infatti essere chiaro, che nessun Concessionario contesta l’esigenza di tutelare il miglior ambiente fluviale, scopo principe del DMV, assumendosi il dovere di sostenerne anche parte del relativo peso , ma la Sperimentazione ha dimostrato inequivocabilmente che sono ben altri i fattori di degrado sui quali si deve incidere, evidenziando come il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei nostri fiumi, voluti dall’Unione Europea, non possa prescindere dall’individuazione puntuale ed altrettanto puntuale eliminazione delle reali fonti di inquinamento.

La decisione della Regione, nonostante le sperimentazioni, sembra perseguire solamente la facile soluzione di aumentare il DMV, puntando su un “effetto diluizione”, che non elimina l’azione inquinante.

Nulla si prevede circa il rischio di provocare pesanti criticità ambientali con la compromissione, in periodi siccitosi, della disponibilità d’acqua, che da decenni serve i territori del bacino lombardo e  che rappresenta, ancor oggi, fattore determinante allo  sviluppo ed alla crescita dello stesso.

L’evoluzione climatica degli ultimi anni evidenzia, con sempre maggiore forza, come sia frequente l’alternarsi di periodi di intense precipitazioni con periodi siccitosi.

Non può esservi contrarietà all’applicazione delle nuove norme sul DMV, qualora le disponibilità idriche lo consentano, ma inammissibile sarebbe tale applicazione, cosi come è stata concepita, nel caso di periodi siccitosi e crisi idriche.

In caso di carenza idrica soltanto un’efficace Regolazione dei grandi laghi prealpini è in grado di attenuarne, se non annullare, le spiacevoli conseguenze, il tutto a favore di amplissimi territori della nostra migliore Agricoltura.

Tale potente ed efficace strumento di gestione dell’acqua, da sempre responsabile, nonostante i molteplici interessi rappresentati, viene oggi pregiudicato dall’applicazione della nuova normativa decisa dalla Regione Lombardia.

L’attuale meccanismo di deroga previsto, infatti, scatta solamente a seguito di scenari di crisi idrica stabiliti dall’Autorità di Bacino del fiume Po: meccanismo troppo tardivo e inefficace per i “fiumi regolati” come l’Adda e l’Oglio, per i quali le scelte per ottimizzare la Regolazione dei corrispodenti laghi, di Como e di Iseo, devono essere assunte assai in anticipo, ogni anno, a volte già nel mese di febbraio, ben prima cioè dell’iniizo della Stagione Irrigua che possa evidenziare le contingenti difficoltà.

Con forza ribadiamo l’assoluta necessità di restituire e preservare la massima efficacia all’attività principale dei Consorzi dell’Adda e dell’Oglio, tramite l’utilizzo di efficienti e funzionali meccanismi di deroga, automatici e tempestivi, che permettano ai Consorzi stessi di effettuare la più efficace “Regolazione del lago”; dunque liberi di sfruttare, nella gravità della contingenza,  decenni di analisi, studi e rilevazioni statistiche, che hanno consentito, sino ad oggi, la più oculata gestione dell’acqua disponibile, consapevolmente destinata ai molteplici interessi dei territori del bacino, in primis quello ambientale, ancor prima del DMV!

Sarebbe da irresponsabili negare questa evidenza! … quanto di buon senso sarà il riconoscerne la valenza.

Rinnoviamo la disponibilità al dialogo e chiediamo l’apertura di una discussione immediata sui meccanismi di déroga a livello regionale, nella consapevolezza che da qui si continua nella tutela estrema e ferrea della gestione di un bene tanto prezioso quanto fondamentale come l’acqua.

Cremona, 12 febbraio 2018

Il Presidente

Alessandro Bettoni

 
 

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