CRISI IDRICA DEL FIUME ADDA

Lettera del Presidente

Stamattina, il Consorzio di Bonifica Dugali Naviglio Adda Serio, con i concessionari cremonesi Consorzio Irrigazioni Cremonesi, Canale Retorto, Roggia Rivoltana e Roggia Vailata, ha inoltrato formale istanza a Regione Lombardia affinchè imponga il rilascio dai bacini idrolettrici della Valtellina dell’acqua indebitamente trattenuta a favore del lago di Como. Il lago garantisce l’irrigazione a quasi 100.000 Ha della provincia di Cremona, che grazie alle derivazioni dell’Adda da secoli rendono il nostro lembo di pianura tra i più fertili e ricchi di biodiversità.

In caso di crisi idrica, gli idroelettrici alpini, ultimi arrivati tra gli utilizzatori delle acqua dell’Adda, devono garantire un afflusso costante al lago di Como, così come confermato da due storiche sentenze del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Milano (TRAP 1/93) e dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma (TSAP 86/95).

Da quasi un mese il livello del lago è in caduta libera ed ora le derivazioni non possono prelevare più del 70% della propria competenza. Da aprile i bacini alpini hanno trattenuto oltre 200 milioni di metri cubi d’acqua, pari a ben più del volume oggi regolabile del Lago di Como, ormai limitato a poco più di 180 milioni di metri cubi. La mancanza di acqua al lago e l’applicazione del Deflusso Minimo Vitale che ci impone di mantenere in fiume ben 22 m3/s hanno ormai portato il fiume Adda in una situazione di crisi idrica inimmaginabile sino a pochi mesi fa.

Forte è l’impegno del Consorzio a difendere una risorsa che non solo è a servizio dell’agricoltura ma che nei secoli ha rappresentato la nostra storia, lo sviluppo socioeconomico del nostro territorio, e che ormai è parte stessa del paesaggio rurale cremonese.

Alessandro Bettoni

 

vedi grafico lago di Como